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Come si dice in inglese?

in Curiosità - il 16 Ottobre 2020

Modi di dire nel mondo

 

Vivere una lingua significa andare oltre l’aspetto letterale dei termini che usiamo, modellare la lingua che parliamo in favore di un’espressione più immediata, diretta perché convenzionalmente usata e dare una connotazione più mirata al nostro messaggio.
Da qui nascono i modi di dire, quelle frasi idiomatiche con le quali personalizziamo la comunicazione bypassando significati logici e reali e creando legami profondi con la cultura del posto; per usare in maniera pertinente un modo di dire non ci possiamo basare sulla traduzione letterale, se non vogliamo suscitare l’ilarità dei nostri interlocutori!
Tutte le lingue possiedono espressioni idiomatiche, solo in inglese se contano circa 25.000, e queste diventano una specie di linguaggio automatico che ci fanno sentire parte della comunità.  Ne riportiamo di seguito solo alcune.

Break a leg

Augurare a qualcuno di “rompersi una gamba” potrebbe non sembrare sulle prime un vero incoraggiamento, è invece un messaggio di buona fortuna. L’origine come spesso accade è legata agli ambienti artistici, così come in contesti teatrali italiani non è visto di buon occhio il colore viola. Una delle teorie più diffuse ne spiega il significato con riferimento alla linea che divideva il palco dal dietro le quinte che era nota come “leg” o “leg line”. Superarla (to break) significava far parte dello spettacolo, esibirsi di fronte al pubblico e, di conseguenza, lavorare. Uno splendido augurio per gli attori! Per cui, visto che ai più scaramantici un “Good Luck” non piacerebbe affatto, senza timore augurate Break a leg!

It’s raining cats and dogs

E se in autunno ci aspettano spesso giornate in cui “piove a catinelle”, spostandoci nei paesi anglosassoni potremmo imbatterci in piogge di “cani e gatti”? Non propriamente, ma senz’altro un impermeabile in borsa risulta sempre utile! Per quanto l’espressione possa sembrare colorita ha origine nelle usanze inglesi secondo cui cani e gatti erano soliti riposare e fare i propri bisogni sui tetti delle case o ripararsi nelle vicinanze dei camini accesi per riscaldarsi durante l’inverno. Quando pioveva a dirotto, però, i poveri animali facevano fatica a rimanere in equilibrio sul tetto e, di conseguenza, poteva capitare che cadessero dal cielo spaventando chi sfortunatamente si trovava a camminare lungo i marciapiedi o ai bordi delle strade. Ma non preoccupatevi, i gatti sono noti per le loro 7 vite!

It’s not my cup of tea

Ci sono poche espressioni tanto inglesi quanto “not my cup of tea”, traducibile letteralmente con “non è la mia tazza di tè”. Secondo la tradizione britannica delle cinque del pomeriggio la tazza di tè rispecchia quello che è veramente adatto a noi, che apprezziamo e in cui ci sentiamo a nostro agio. Quindi, con la negazione, si va a indicare che qualcosa non interessa o non fa al caso nostro, insomma, non ci stiamo dentro.

Touch on wood

E torniamo nell’ambito della scaramanzia e dei buoni auspici. “Touch on wood” è un’espressione che viene usata nella lingua inglese per scongiurare la sfortuna sia per azioni appena compiute sia per programmi futuri, di fronte ai quali non si vuole mostrare uno sfacciato ottimismo e positività. Tra le origini del detto c’è la credenza antica della presenza di spiriti benigni all’interno degli alberi, e sembra che ancora oggi abbracciare un albero trasmetta grande energia positiva. In Italia siamo più inclini al toccare ferro… questione di latitudini!

Spostandoci in Germania possiamo trovare un “Um den heißen Brei herumreden”: equivalente al modo di dire americano “to beat around the bush” (letteralmente “battere intorno al cespuglio”, ovvero: “menare il can per l’aia”), cioè essere indiretti riguardo a qualcosa. In inglese si rende con “to talk around hot porridge”, ossia “parlare intorno alla zuppa calda”. Noi, semplicemente, ci giriamo intorno!

In Francia è molto diffusa l’espressione “Arriver comme un cheveu sur la soupe”: l’espressione si riferisce all’errata tempistica in cui si arriva in qualche posto al momento meno opportuno. Tradotta letteralmente sarebbe “arrivare come un capello nella zuppa”. Decisamente, non cade a fagiolo!

Gli spagnoli con “Tomar el pelo” indicano l’intento di fare uno scherzo a qualcuno raccontando una cosa non vera; gli inglesi risponderebbero con un “to pull someone’s leg” (“tirare la gamba a qualcuno”).

Questo breve giro del mondo ci ha portato nel magico mondo delle lingue, che oltre le curiosità grammaticali racchiudono un bagaglio di espressioni con cui provare ad essere nel posto giusto al momento giusto. E di fronte a questo ventaglio di possibilità cosa dire se non…abbiamo voluto la bicicletta? Ora possiamo pedalare.  

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